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Alleanza per la sicurezza della fornitura energetica
Nuklearforum Schweiz
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Come sono assicurate oggi le centrali nucleari?

Ai sensi della normativa sulla responsabilità civile in materia di energia nucleare, il gestore di un impianto nucleare risponde senza limiti di importo per i danni nucleari ed è tenuto a stipulare una copertura assicurativa pari a 1,2 miliardi di euro (più il 10% di tale importo a titolo di interessi e spese giudiziarie). Ciò è conforme agli accordi di diritto internazionale previsti dalla Convenzione di Parigi.[1] Attualmente gli assicuratori privati coprono l’intero importo di 1,2 miliardi di euro per la maggior parte dei rischi. Alcuni rischi, che gli assicuratori privati possono escludere in tutto o in parte dalla loro copertura, nonché i cosiddetti danni a lungo termine, che possono essere fatti valere solo dopo la scadenza del termine di prescrizione di 30 anni, sono coperti dalla Confederazione. Per questa copertura federale, il gestore di un impianto nucleare, in quanto responsabile civile, versa dei premi alla Confederazione. Tali importi vengono versati nel Fondo per i danni nucleari. Le basi di calcolo per l’ammontare dei contributi sono stabilite dal Consiglio federale. Queste devono essere conformi ai principi assicurativi e tenere conto del rischio specifico dell’impianto o del trasporto.[2]

Di conseguenza, la regolamentazione relativa alle centrali nucleari è oggi complessivamente molto più rigorosa rispetto, ad esempio, a quella delle grandi centrali idroelettriche, che presentano anch’esse rischi di danno molto elevati ma molto improbabili. Per gli impianti di sbarramento in Svizzera si applica una responsabilità prevista da una legge speciale ai sensi della Legge sugli impianti di sbarramento: il gestore è responsabile per i danni alle persone e alle cose causati dai rischi derivanti da fuoriuscite di masse d’acqua, fango o altri materiali. A differenza di quanto avviene per gli impianti nucleari, però, il diritto federale non prevede una copertura minima obbligatoria fissa dell’ordine di miliardi.[3]