Passa al contenuto principale

Alleanza per la sicurezza della fornitura energetica
Nuklearforum Schweiz
Frohburgstrasse 20
4600 Olten

info@elettricita-garantita.ch

Elettricità a sufficienza. Anche domani.

La Svizzera ha un problema energetico in crescita

Con le pompe di calore, i veicoli elettrici e l’elettrificazione dell’industria, l’elettricità sta sostituendo sempre più il petrolio e il gas. Allo stesso tempo, la digitalizzazione, i centri dati e l’intelligenza artificiale (IA) aumentano la necessità di elettricità disponibile 24 ore su 24. Soprattutto in inverno l’approvvigionamento diventa impegnativo: da circa vent’anni dipendiamo dalle importazioni.

  • Il fabbisogno di energia elettrica cresce a causa dell’elettrificazione, della digitalizzazione, dei centri dati e dell’IA.
  • Non è determinante solo la produzione annuale, ma anche un approvvigionamento sufficiente nel semestre invernale e la disponibilità di energia elettrica in ogni momento per garantire un’economia e un polo industriale forti.
  • L’approvvigionamento invernale rappresenta il punto debole: un fabbisogno elevato si scontra con una produzione ridotta e riserve nazionali limitate. Senza l’energia nucleare, la Svizzera dipenderebbe ancora di più dalle importazioni. Resta incerto se i nostri vicini siano in grado e disposti a fornirci energia. Anche loro, infatti, devono affrontare le stesse sfide che affrontiamo noi.

Domande frequenti

Il nostro approvvigionamento elettrico è garantito a lungo termine?

No. Attualmente si profila un deficit a lungo termine: senza misure aggiuntive, entro il 2044 tutte le centrali nucleari oggi esistenti saranno gradualmente disattivate (durata di vita ~60 anni). Allo stesso tempo, entro il 2050 il consumo di elettricità (elettrificazione dei trasporti e del riscaldamento) aumenterà di circa un terzo. Senza contromisure, si profila un deficit di energia elettrica invernale di circa 9-16 TWh, pari a circa un terzo del consumo nel semestre invernale – la dipendenza dalle importazioni aumenterebbe notevolmente.[1] Gli esperti avvertono che, seguendo l’attuale sviluppo, la sicurezza dell’approvvigionamento non sarebbe garantita nel 2050 (indice VSE: solo 69/100 punti)[2]. Sono necessarie ulteriori capacità di produzione (energie rinnovabili ed eventualmente nuove centrali nucleari o a gas) per garantire in modo sostenibile la sicurezza dell’approvvigionamento elettrico.

Da dove proviene l’elettricità della Svizzera?

La Svizzera copre il proprio fabbisogno di energia elettrica prevalentemente con l’energia idroelettrica nazionale (circa il 60%) e l’energia nucleare (circa il 30%). In inverno, l’energia nucleare contribuisce, secondo le stime, per circa il 40% alla produzione nazionale di energia elettrica[1]. Sebbene questo valore fluttui di anno in anno, in media è rimasto praticamente invariato negli ultimi 10 anni. 

La produzione nazionale è praticamente a zero emissioni di CO₂. Nel 2024, il mix di produzione era costituito per circa lo 0,5% da fonti fossili, mentre quello di consumo per l’1%[2]. Le nuove energie rinnovabili, quali il solare, l’eolico e la biomassa, nonché le centrali termiche, hanno registrato una forte crescita negli ultimi anni e contribuiscono attualmente per il 12% (2024). Il resto è costituito da fonti fossili ed elettricità importata. La Svizzera è esportatrice di elettricità in estate e importatrice in inverno[3].  

Quanto è elevato il rischio di una carenza di energia elettrica in Svizzera?

Secondo l’Ufficio federale della protezione della popolazione, il rischio di una carenza di energia elettrica si verifica una volta ogni 30 anni e comporta potenzialmente danni aggregati molto elevati, pari a circa 84 miliardi di franchi. Si tratta quindi, insieme a una nuova pandemia, dello scenario di minaccia più probabile e più costoso per la Svizzera[1]. Il rischio di una carenza di energia elettrica dovrebbe aumentare notevolmente entro il 2050, se la Svizzera non migliorerà la sicurezza dell’approvvigionamento.

Cosa significa l’obiettivo «zero emissioni nette» per la politica energetica svizzera?

Nell’estate del 2023 la Svizzera ha approvato la Legge sul clima e sull’innovazione (LOCli) con il 59,1% di voti favorevoli. L’obiettivo è che la Svizzera raggiunga la neutralità climatica entro il 2050. Per raggiungere questo obiettivo, si intende sostenere, tra l’altro, l’elettrificazione: la sostituzione di impianti di riscaldamento a petrolio, gas ed elettrici con sistemi di riscaldamento rispettosi del clima sarà incentivata con CHF 2 miliardi. Le imprese del settore industriale e artigianale che utilizzano tecnologie innovative per una produzione rispettosa del clima beneficeranno di sovvenzioni pari a CHF 1,2 miliardi.[1] Attualmente la quota di energia fossile nel consumo finale di energia è pari a circa il 57%.[2] Nei prossimi 25 anni questo consumo dovrà essere sostituito in gran parte dall’elettricità. Per questo la Svizzera necessita di una produzione di energia elettrica affidabile.

Qual è il contributo delle energie rinnovabili in inverno?

Le energie rinnovabili danno sì un contributo crescente all’approvvigionamento elettrico invernale, soprattutto nei mesi di ottobre e marzo. Ma un’ulteriore forte crescita risulta difficile a causa di diversi fattori. Finora non è stato possibile rispettare i ritmi di ampliamento previsti dalla legge per raggiungere gli obiettivi fissati per il 2035 e il 2050.[1] La regolamentazione, le procedure di autorizzazione e il finanziamento giocano un ruolo importante tanto quanto la tutela dell’ambiente, l’occupazione del suolo e i limiti tecnico-fisici. Un ulteriore potenziamento delle energie rinnovabili è certamente importante per un approvvigionamento energetico invernale sostenibile. Ma è improbabile che la sicurezza dell’approvvigionamento possa essere garantita esclusivamente con le energie rinnovabili a costi accettabili. Per questo motivo, già la Strategia energetica 2050 prevedeva il ricorso a centrali a gas per il periodo invernale e una maggiore dipendenza dalle importazioni.[2]