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Alleanza per la sicurezza della fornitura energetica
Nuklearforum Schweiz
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Provvedere oggi. Garantire l’approvvigionamento domani.

Provvedere oggi alla sostituzione delle centrali nucleari esistenti

Le centrali nucleari esistenti forniscono oggi una parte significativa dell’energia elettrica svizzera, anche in inverno. Possono rimanere in funzione finché sono sicure, ma un giorno saranno disattivate. Senza una soluzione sostitutiva tempestiva, verrà a mancare una quota consistente della produzione nazionale di energia elettrica a basse emissioni di CO₂.

  • Gli impianti esistenti garantiscono oggi una parte importante dell’approvvigionamento energetico nazionale.
  • La loro dismissione creerà un vuoto se non si riuscirà a predisporre per tempo una soluzione sostitutiva.
  • L’attuale divieto impedisce di valutare tutte le opzioni per eventuali soluzioni successive.
  • L’abolizione del divieto di costruzione è una misura preventiva: offre la possibilità di agire per tempo, prima che gli impianti esistenti vengano disattivati.
  • Ciò non comporta una decisione concreta in merito alla costruzione.

Domande frequenti

Perché il Consiglio federale intende revocare il divieto tecnologico per la nuova energia nucleare?

Il Consiglio federale conferma il proprio impegno a favore dello sviluppo delle energie rinnovabili, ma intende mantenere aperta l’opzione dell’energia nucleare come soluzione a lungo termine. La controproposta mira a modificare la legge sull’energia nucleare in modo che il Consiglio federale possa nuovamente rilasciare un’autorizzazione quadro per un progetto. Tale autorizzazione potrà essere impugnata in qualsiasi momento mediante un referendum. Ciò significa che spetterà sempre al popolo decidere se approvare o respingere un progetto.[1]

Nel 2017 il popolo ha deciso il divieto di costruzione di nuove centrali. La sua revoca non è forse problematica dal punto di vista democratico?

No. Il popolo ha sempre il diritto di esprimere la propria opinione, perché il mondo cambia. È opportuno sottoporgli questa questione nel contesto attuale. La situazione nel settore energetico è cambiata radicalmente, in particolare dopo l’attacco della Russia all’Ucraina e l’evoluzione generale dell’approvvigionamento energetico europeo. I sondaggi attuali mostrano una crescente incertezza riguardo all’approvvigionamento elettrico svizzero: il 58% è preoccupato per la sicurezza dell’approvvigionamento a lungo termine, il 64% dubita che le energie rinnovabili siano sufficienti da sole, il 79% vuole che le centrali nucleari esistenti continuino a funzionare, il 66% sostiene un accordo sull’elettricità con l’UE. Ma se lo sviluppo delle energie rinnovabili non dovesse bastare a garantire l’approvvigionamento elettrico, la popolazione svizzera continuerebbe a preferire le centrali nucleari (58%) rispetto a quelle a gas (26%).[1] Anche nel «barometro delle preoccupazioni» di UBS, il futuro approvvigionamento elettrico figura tra le prime dieci preoccupazioni della popolazione.[2] Pertanto, l’attuale dibattito riflette non solo la situazione dell’approvvigionamento, ma anche lo stato d’animo della popolazione. La Strategia energetica 2050 è stata un voto a favore di un approvvigionamento elettrico sicuro, pulito e conveniente, soprattutto grazie allo sviluppo delle energie rinnovabili. Tale sviluppo verrà portato avanti, ma dovrà essere garantito dall’abolizione del divieto tecnologico.
Inoltre, gli strumenti della democrazia diretta consentono una rivalutazione delle decisioni precedenti. Come la prossima votazione sulla controproposta indiretta all’iniziativa Blackout, la decisione sul divieto del 2017 è stata presa sulla base di un referendum facoltativo, ovvero nello stesso quadro istituzionale in cui discutiamo oggi.

Sarebbe possibile costruire nuove centrali nucleari in tempo?

Le nuove centrali nucleari sarebbero pronte in tempo per dare un contributo sostenibile alla sicurezza dell’approvvigionamento. Con la proroga della durata di esercizio delle centrali nucleari esistenti, queste dovranno essere disattivate dalla rete al più tardi entro il 2050 – più o meno in quel periodo sarebbero possibili nuove centrali nucleari.[1] Il Consiglio federale non sostiene quindi una decisione immediata sulla costruzione, ma la possibilità di mantenere aperta un’opzione a lungo termine.[2] Il funzionamento il più a lungo possibile degli impianti esistenti (80 anni invece di 60) amplierebbe in ogni caso il margine di manovra.

Dove si potrebbero costruire nuove centrali nucleari in Svizzera?

La costruzione di una grande centrale nucleare di terza generazione avanzata (Generazione III+) in Svizzera è fattibile dal punto di vista tecnico e dell’ubicazione. Ma senza l’abrogazione del divieto di costruzione, le nuove centrali nucleari rimangono vietate in Svizzera. Di conseguenza, al momento non esiste alcun progetto concreto di costruzione. I siti esistenti sarebbero tuttavia idonei per la sostituzione delle centrali nucleari esistenti, qualora ciò dovesse rendersi necessario in futuro. Ciò per diversi motivi: infrastrutture esistenti (in particolare collegamenti alla rete di trasmissione), sistemi di raffreddamento collaudati, know-how e personale disponibili a livello locale, accessibilità logistica per la costruzione, riserve di terreno, nonché l’accettazione da parte della popolazione locale. La costruzione di una nuova centrale «in zone vergini» appare invece poco vantaggiosa.[1]

Le nuove centrali nucleari sono assicurabili?

Sì: uno studio attuariale dell’Università di San Gallo (HSG) (Schmeiser, 2026) quantifica però l’internalizzazione completa di tutti i rischi di incidente nel prezzo dell’elettricità a <0,001 cts./kWh – ovvero, anche con una copertura assicurativa massima, l’elettricità nucleare non diventerebbe molto più costosa. Inoltre la questione assicurativa riguarda anche altri grandi rischi (ad es. pandemie, rottura di una diga) – le moderne centrali nucleari sono considerate talmente sicure che il loro rischio residuo è sostenibile e può essere coperto tramite lo Stato e soluzioni di pool del settore privato.[1]