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Alleanza per la sicurezza della fornitura energetica
Nuklearforum Schweiz
Frohburgstrasse 20
4600 Olten

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Consentire il progresso. Verificare la sicurezza.

Le nuove tecnologie offrono ulteriori opportunità

I nuovi progetti di reattori vengono sviluppati con caratteristiche di sicurezza aggiuntive. Tra queste figurano, ad esempio, i sistemi di sicurezza passivi, in grado di svolgere funzioni importanti avvalendosi maggiormente della forza di gravità, delle differenze di pressione o della circolazione naturale. A seconda della tecnologia, è inoltre possibile utilizzare i combustibili in modo più efficiente e ridurre determinati flussi di scorie.

  • La Svizzera è un Paese all’avanguardia nell’innovazione. Con l’abolizione del divieto tecnologico rafforziamo anche la Svizzera come polo di ricerca.
  • Ogni progetto dovrebbe continuare a soddisfare tutti i requisiti di sicurezza svizzeri e sottoporsi a una procedura di autorizzazione a più livelli.
  • Solo sulla base di un progetto concreto, dei suoi costi e delle sue prove di sicurezza è possibile valutare se una nuova tecnologia sia adatta alla Svizzera.
  • Un divieto generalizzato impedisce già questa valutazione e preclude i futuri sviluppi tecnici. In questo contesto, un divieto tecnologico equivale a un divieto di pensare. E i divieti di pensare non sono in linea con lo spirito svizzero.

Domande frequenti

Quanto sono più sicure le centrali nucleari moderne?

Rispetto agli impianti più vecchi, i reattori moderni sono progettati per soddisfare criteri di sicurezza più rigorosi. Elementi importanti sono le barriere aggiuntive, i sistemi di sicurezza passivi, una migliore gestione degli incidenti gravi e una sorveglianza più rigorosa. In Svizzera gli impianti esistenti devono essere costantemente adeguati; l’IFSN vigila sulla sicurezza e sulla protezione. Per i grandi reattori di terza generazione+ e i piccoli reattori modulari vale quanto segue: molti concetti garantiscono in generale una maggiore sicurezza, ma la dimostrazione concreta avviene in ogni caso nell’ambito della procedura di autorizzazione, ad esempio sulla base di un eventuale progetto di nuova costruzione in Svizzera.[1]

Quali aziende stanno costruendo nuove centrali nucleari?

A livello mondiale, oggi i reattori vengono sviluppati o costruiti da aziende e consorzi provenienti da Corea, Francia, Giappone, Russia, Cina, Stati Uniti e Regno Unito. Nel settore degli SMR e dei reattori avanzati sono attivi, tra gli altri, Rolls-Royce SMR, GE Vernova Hitachi Nuclear Energy, NuScale, TerraPower, X-energy, Kairos Power, Holtec, Westinghouse, EDF/Framatome, KHNP, Rosatom e fornitori cinesi.[1] [2] [3]

Cosa significano le denominazioni centrali nucleari di terza generazione (Gen III), terza generazione plus (Gen III+) o quarta generazione (Gen IV)?

L’energia nucleare è oggi una tecnologia dinamica in rapida evoluzione. La Generazione III indica i reattori ad acqua leggera esistenti; la Generazione III+ indica nuovi reattori con concetti di sicurezza ulteriormente migliorati, come ad esempio sistemi di sicurezza passivi aggiuntivi e una progettazione più robusta. La Generazione IV indica concetti di reattori fondamentalmente nuovi, ad esempio reattori veloci, reattori ad alta temperatura o reattori a sali fusi. Questi mirano, tra l’altro, a un migliore utilizzo del combustibile, a temperature più elevate, a scorie a vita più breve o a nuove applicazioni, ma in gran parte non sono ancora disponibili a livello commerciale.[1] [2] [3] [4] Se la Svizzera dovesse revocare il divieto sull’energia nucleare e pianificare concretamente nuove centrali, entrerebbero in gioco solo le nuove tecnologie (almeno di terza generazione+).

Cosa sono i «reattori modulari di piccole dimensioni»?

I reattori modulari di piccole dimensioni, noti come SMR (Small Modular Reactors), sono reattori più piccoli, combinabili in modo modulare, con una potenza elettrica tipicamente fino a circa 300 MWe. Hanno una struttura più semplice, si basano sulla produzione in serie e sono più flessibili nell’impiego, il che comporta costi inferiori. A ciò contribuiscono i moduli standardizzati, la prefabbricazione in fabbrica, le unità più piccole e i tempi di costruzione potenzialmente più brevi. Allo stesso tempo, gli SMR possono essere impiegati in modo flessibile e a livello locale, ad esempio per la produzione di energia elettrica, teleriscaldamento o idrogeno.[1][2]

I «Small Modular Reactors» sono già una realtà?

Sì, ma non ancora su larga scala nel mercato commerciale. Alcuni piccoli reattori sono in funzione o in costruzione, ad esempio in Canada (Darlington, Ontario)[1]; molti altri progetti sono in fase di autorizzazione, dimostrazione o progettazione. L’OCSE/NEA ha identificato 127 tecnologie SMR e ne monitora 74 nel suo SMR Dashboard 2025.[2] [3] Inoltre, 38 Stati hanno firmato una dichiarazione d’intenti con l’obiettivo di triplicare la produzione di energia nucleare entro il 2050.[4]